fermo_amministrativoIl fermo amministrativo è un atto con il quale le amministrazioni o gli enti competenti (Comuni, INPS, Regioni, Stato, ecc.), tramite i concessionari della riscossione (Equitalia), “bloccano” un bene mobile del debitore iscritto in pubblici registri (ad esempio autoveicoli)  o dei coobbligati, al fine di riscuotere i crediti non pagati che possono riferirsi a tributi o tasse (può trattarsi di un credito di varia natura, ad esempio, un mancato pagamento IVA, IRPEF, Bollo auto, ICI, ecc.) oppure a multe relative ad infrazioni al Codice della Strada.

Novità normativa del 2016
Con la recente circolare n. 105/16, Equitalia, soggetto incaricato della riscossione dei crediti notificati con la cartella esattoriale, ha specificato come il fermo amministrativo iscritto sul veicolo del contribuente moroso potrà essere sospeso nel caso in cui il debitore richieda il pagamento dilazionato e verserà la prima rata.
La sospensione dell’efficacia del fermo – che il PRA annota dietro presentazione della lettera di consenso che l’Agente della riscossione consegna al contribuente, all’atto del riscontro del regolare pagamento della prima rata della dilazione concessa – consente al proprietario di circolare con il veicolo.
Inoltre, la sospensione del fermo non ha alcuna rilevanza rispetto agli altri veicoli iscritti con fermo amministrativo, che non posso essere alienati o radiati con esportazione o demolizione.

Procedura
Equitalia deve seguire una procedura ben definita. Il primo passo perché il processo di fermo amministrativo sia corretto è la notifica della cartella esattoriale. Ci sono 60 giorni di tempo dalla notifica della cartella per saldare il debito notificato, prima che si iscriva al PRA il fermo amministrativo. Il debitore deve essere messo al corrente dell’imminente iscrizione del fermo amministrativo, con il preavviso di fermo amministrativo. A seconda delle somme vantate nella cartella esattoriale, al preavviso di fermo amministrativo può affiancarsi il sollecito di pagamento, per debiti inferiori a 2000euro: in ogni caso devono esserci due “promemoria” inviati al debitore a distanza di due mesi, prima di iscrivere il fermo amministrativo. Senza le due notifiche, si ha un fermo amministrativo illegittimo.

Conseguenze del fermo amministrativo
Le conseguenze sono l’impossibilità di circolare, di radiare il veicolo dal PRA con la demolizione o l’esportazione. Chi viene colto a circolare con un veicolo sottoposto a fermo amministrativo incorre in una multa compresa tra 714 euro e 2.859 euro, oltre alla confisca del mezzo. Se viene venduto in seguito all’iscrizione del fermo, l’auto o la moto restano bloccati con gli stessi effetti di divieto alla circolazione e radiazione.
É importante anche per l’acquirente di un veicolo accertarsi della presenza di un fermo amministrativo su auto usate, prima di concludere la transazione, visto che nel caso in cui il credito del debitore principale – colui che vende il veicolo – non venisse saldato, Equitalia può vendere il veicolo in possesso dell’acquirente. Questo non significa che non possa essere venduto il veicolo sottoposto a fermo amministrativo, ma che il compratore deve esserne a conoscenza e che accetti esplicitamente la situazione. Viceversa, l’acquirente può chiedere l’annullamento della vendita o agire per la riduzione del prezzo.

Visura
Per conoscere se sul veicolo in questione è iscritta una richiesta di fermo amministrativo, si può chiedere una visura della targa al PRA, pagando 2,84 euro, oppure visitare il sito internet dell’Aci nell’apposita sezione Visure. Ci si può anche recare a una delegazione Aci o un’agenzia di pratiche auto, sostenendo i relativi costi.

Come fare ricorso
La competenza per esaminare un ricorso contro il fermo amministrativo è legata alla natura del debito e, conseguentemente, l’emissione del preavviso di fermo. É competente il giudice tributario per debiti relativi a tasse, imposte, tributi vari, mentre nel caso di multe non pagate ci si rivolge al giudice ordinario. Se il fermo è riferito a più debiti di natura diversa che sono cumulati, per ogni tipologia va presentato ricorso al giudice competente.

Cancellazione del fermo amministrativo
Si può presentare la pratica di cancellazione del fermo presso una qualsiasi Unità Territoriale ACI PRA oppure presso una delegazione dell’Automobile Club oppure presso uno studio di Consulenza Automobilistica. Presso le unità territoriali ACI PRA pagate solo i costi previsti dalla legge per le pratiche automobilistiche. Sul sito di ogni Unità Territoriale ACI trovate i relativi indirizzi e orari oltre a molte informazioni locali.
É necessario presentare la seguente documentazione:

1. il provvedimento di revoca in originale che viene rilasciato dal concessionario della riscossione dopo aver saldato il debito per cui il fermo era stato iscritto (esso contiene i dati del veicolo, del debitore e l’importo del credito di cui si chiede la cancellazione);
2. il Certificato di Proprietà cartaceo (CdP) – che funge anche da nota di richiesta e che compilerete sul retro – oppure il Foglio Complementare (se avete il Foglio Complementare, userete come nota di richiesta  il modello NP-3 in distribuzione gratuita presso le Unità Territoriali ACI PRA e del DT (Motorizzazione Civile). A seguito dell’esito positivo della richiesta, viene cancellato il fermo amministrativo e viene rilasciato il nuovo Certificato di Proprietà in formato digitale.

Tra i costi previsti per legge, ricordiamo l’imposta di bollo di 32,00 € se si utilizza il retro del CdP cartaceo o del CDPD come nota di richiesta (oppure 48,00 € se si utilizza il modello NP-3 come nota di richiesta).